Le Pile da riso

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gli antichi mulini per la lavorazione del riso

Il mulino da riso si chiamava "Pila". Le Pile furono introdotte nella pianura veronese contemporaneamente alla coltivazione del riso. La ruota mossa dalla forza dell'acqua azionava un albero orizzontale con palatroni che a loro volta facevano andare su e giù una serie di piloni o pestoni entro buche scavate nel marmo rosso di Verona, dove il riso veniva privato dei suoi rivestimenti per diventare commestibile. 

La maggior parte delle pile risultava essere di uso interno dell'azienda agricola e dietro compenso alcune servivano anche per i terzi. Risaia e pila erano dunque una unica realtà economica produttiva. A conferma che la pila era un tutt'uno con la risaia quando un grosso proprietario prendeva in esame di introdurre la nuova coltura del riso oltre alle spese preparatorie per il terreno, all'onere per l'acqua necessaria ed altro, doveva prevedere anche la Fabbrica cioè l'aja per battere, seccadora, granajo, pila, magazzeno per il riso e casa pel risaro.

Una evoluzione delle Pile da Riso si ebbe verso il 1850 quando venne presentato un nuovo sistema di pilatura con macchinari semi-automatizzati maggiormente efficienti. Il risone con la nuova attrezzatura sarebbe passato attraverso una serie di macchine denominate Prima Grola (doppia mola verticale in ghisa), Brillo (doppia mola orizzontale in pietra), Seconda Grola (che agiva in due riprese) e Lucidatore.

Si apriva la strada al moderno sistema di pilatura del riso. Dopo il 1945 praticamente quasi tutte le pile presenti nella varie corti che non si era potuto o voluto adeguare tecnologicamente cessarono la loro attività. 

Oggi le pile vengono restaurate e diventano splendide testimonianze della storia del riso. Il mulino e pila da riso di Pontepossero di Sorgà (nella foto) non è visitabile, ma si contraddistingue per la sua imponenza a ridosso del fiume Tione.

(tratto liberamente dal sito www.stradadelriso.it)