Corte Bugna detta Belvedere - Sorgà

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La villa fu edificata probabilmente nella seconda metà del secolo XV, come testimoniano gli affreschi quattrocenteschi rinvenuti con i recenti restauri.

Successivamente, verso la metà del Cinquecento, il complesso viene acquistato da Muzio Gonzaga, appartenente al ramo cadetto della dinastia mantovana, destinandola a propria residenza e rilevando anche altre possessioni che oggi potrebbero corrispondere alla località detta 'le gonzaghe'. E' questo il periodo degli interventi e affreschi cinquecenteschi attribuiti a Giulio Romano.  Nella seconda parte del secolo XVI la corte passa alla nobile famiglia veronese dei Murari dalla Corte. Nella prima metà del secolo XVII, a seguito di un declino economico e politico della famiglia, Alberto Murari vende ad un Girardini la proprietà. Nel corso dei due secoli successivi, le vecchie strutture padronali vengono adattate alle nuove esigenze culturali e anche la corte in oggetto subirà delle variazioni: viene potenziata con nuovi corpi di fabbrica. Nel secolo successivo altre famiglie si successero nella proprietà fino a prima della 2^ guerra mondiale quando passa in mano alla famiglia Bogoni.

La Villa, costruita intorno alla metà del Quattrocento, è composta da due piani realizzati con murature di mattoni. Numerosi gli adattamenti attuati nel Cinquecento e ulteriormente nei secoli successivi. L'antico edificio era interamente decorato e affrescato anche esteriormente. Grazie al volenteroso impegno dell'attuale proprietaria, Sig.ra Bogoni Adriana, che ha di sua iniziativa scoperto e pulito le pareti mettendo in luce splendidi affreschi nelle stanze del palazzo, è possibile intravedere due principali stesure di affresco: la prima collocabile intorno alla fine del Quattrocento-inizi del Cinquecento e la seconda in pieno Cinquecento. In particolare un ambiente, la cosiddetta stanza di Cesare, strutturato in modo prospettico come d'uso in quegli anni, va a creare un'illusionistica architettura dipinta, di straordinaria suggestione. 

Questo tipo di pittura ricorda senza dubbio quella splendida tendenza pittorica introdotta a Mantova in quegli anni da Giulio Romano allievo di Raffaello. Altri sono gli affreschi degni di nota all'interno del palazzo e numerose sono le ipotesi sulla loro interpretazione.
Delle antiche strutture rimangono la casa da gastaldo che affianca ad occidente la casa padronale e l’edificio rustico posto sul lato ovest della corte Sono invece scomparsi la torre colonica e l’altro fabbricato rustico situato sul lato est.

Si trova a Sorgà in via V. Veneto, 3.

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